TUTORI E LEGATURE DELLE PIANTE

tutori per piante da fruttoUno dei lavori più importanti nel giardino, frequentemente tralasciato, è quello di fornire un adeguato supporto attraverso i tutori alle piante in sviluppo. Private del loro supporto naturale, possono essere scalzate dal vento o piegarsi sotto il loro stesso peso, se non sono appropriatamente legate e sostenute.

Piante erbacee

Molte piante erbacee perenni rustiche posseggono fusti piuttosto deboli e flosci che possono piegarsi e rompersi sotto l’azione del vento e della pioggia. Abbisognano quindi di un appropriato sostegno artificiale. Uno dei metodi migliori per sostenere queste piante che sviluppano più di un fusto è quello di fissare tra questi e tutt’attorno ad essi dei rametti di nocciolo. Questa operazione deve essere fatta in aprile quando le piante iniziano la loro crescita e i loro germogli si svilupperanno fra i tutori tempestivamente sistemati. Naturalmente occorre conoscere l’altezza definitiva delle piante in modo da poter usare tutori adeguati: teoricamente questi dovrebbero essere di 15 cm più corti dell’altezza definitiva della pianta. Nel momento in cui la vegetazione è sviluppata vigorosamente, e le piante si apprestano alla fioritura, i supporti rimarranno nascosti dagli steli, dai rami e daile foglie, quindi senza danno estetico.
Vi sono vari tipi di sostegni e legature adatti alle piante erbacee, ma occorre prestare molta attenzione affinchè queste legature non stringano troppo i fusti e i rami ammassandoli tra loro e dando alla pianta un aspetto del tutto innaturale. Le piante basse e con pochi fusti, come i Delphinium, vengono sostenute meglio, assicurando ogni stelo ad una canna alta 2 m, legandoli poi ai tutori con della rafia. Le canne tutori saranno conficcate nel terreno dietro gli steli, in modo che non possano essere viste dalla parte anteriore dell’aiuola.

Piante annuali rustiche

Le annuali rustiche, ottenute da seme, posseggono spesso fusti deboli e quindi richiedono anch’esse un sostegno, come un piccolo rametto di nocciolo. Questi rametti devono essere inseriti, quando le piantine sono ancora piccole, a distanza di 5 cm. Inoltre si possono acquistare dei sostegni speciali, adatti alle piante erbacee; vi consigliamo tuttavia di diffidare delle «novità» non sperimentate.

Tutori per alberi e arbusti

Importantissimo provvedere, al momento dell’impianto, ad un adeguato sostegno con tutori per gli alberi, altrimenti questi saranno scossi dal vento e le radici non rimarranno più ben ancorate al terreno. Non è sufficiente fornire alla pianta un sostegno robusto, è necessario che questo risulti ben conficcato nel terreno e diritto. Un palo di castagno del diametro di 8 cm è l’ideale. Lo si appuntisce alla base, e lo si tratta con un apposito conservante per legno. Il palo verrà poi conficcato con l’aiuto di una mazza prima che sia stato piantato l’albero. Alla fine dell’operazione l’altezza del tutore deve essere tale da arrivàre al ramo più basso dell’albero, mentre la base conficcata nel terreno dovrà raggiungere una profondità di almeno 45 cm. L’albero deve rimanere a 4-5 cm dal palo e dovrà essere assicurato al tutore o con un filo di ferro plastificato o con degli speciali fermagli di plastica, per alberi. Verrà quindi assicurata l’estremità superiore del tutore e altri due lacci dovranno essere posti a debita distanza dal primo per ancorare meglio l’albero. Gli alberi dovrebbero rimanere così legati per due­quattro anni, fino a che essi siano realmente ancorati, con le loro radici, al terreno. Per quanto riguarda i cespugli, solo pochi richiedono un sostegno dopo la piantagione: fra questi i Cytisus, le ginestre, fra cui lo Spartium junceum. Questi, infatti, sono provvisti di un debole sistema radicale e se non sono protetti da un sostegno adeguato possono essere facil­mente scalzati dal vento. Allo scopo è utile una robusta canna di appropriata lun­ghezza, conficcata nel terreno per 45 cm. Legate la canna all’arbusto con un sottile spago plastificato, facendo attenzione che Questo non stringa troppo le piante per non rovinarle. Le piante rampicanti. Il metodo moderno – ma non razionale – per sostenere le piante rampicanti è quello di appoggiare ad un muro un traliccio di metallo rivestito di plastica, che deve essere messo ad una certa distanza dalla parete, più esattamente a 2-5 cm, per permettere alla pianta di arrampicarsi tra le sue maglie. Un sistema migliore è quello di impiegare chiodi galvanizzati e spago o filo metallico plastificato che viene collegato ai chiodi stessi, dando così una possibilità di andamento più naturale alla futura vegetazione.

Gli ortaggi

Gli ortaggi rampicanti, come i fagiolini e i piselli, richiedono egualmente di essere sostenuti da tutori se si vuole che producano con regolarità. Alcuni usano comuni paletti per le rampicanti, ma è più consigliabile l’uso di paletti di minor diametro in doppia fila, con 45 cm di distanza tra le file, inclinati in modo che si incrocino all’estremità superiore e legati poi ad un regolo orizzontale intersecante la forcella formata dai due paletti. La distanza sulla fila, dei paletti, deve essere di circa 30 cm. Qualsiasi altro sistema si usi, occorre ricordarsi che per ogni piantina è necessario sempre un paletto. Un metodo moderno per sostenere i fagiolini rampicanti è quello di usare speciali reti di nylon a larghe maglie, che vengono tese tra i sostegni. Sono in vendita generalmente in rotoli di 2 m di altezza. Certamente il nylon ha una considerevole durata e può essere opportunamente conservato per parecchi anni. Per sostenere i piselli saranno sempre ottimi i rametti di nocciolo di appropriato diametro e lunghezza. Verranno disposti su ogni lato della fila; quando le piante dei piselli sono alte soltanto 4-5 cm. Tutte le reti di nylon trattate con cura, possono – come detto – durare parecchi anni. Anche i pomodori abbisognano di sostegni, ma per questi ortaggi il sistema migliore è quello di usare le comuni canne alte 1-1,5 m, legate con della rafia o del sottile spago da giardiniere, a seconda dello sviluppo delle cultivar in coltura.

Alberi da Frutto

Gli alberi da frutto, come meli, peri, susini, ciliegi, devono essere sorretti dal momento dell’impianto (si veda quanto già accennato per alberi ed arbusti). Fra le fruttifere minori, lamponi, more di rovo e loro cultivar sono le uniche a richiedere di essere sostenute. Per queste colture è necessario un sistema di paletti tutori robusti con filo di ferro zincato teso su di essi. Il filo più alto deve essere a circa 2 m dal suolo; gli altri saranno distanziati di 30 cm e fino a circa 60 cm dal suolo. Ogni paletto, posto al termine della fila, deve essere collegato con l’altro, in modo da formare un angolo di 45 e inchiodato quindi saldamente al paletto principale.