ROSE: COME COLTIVARLE AL MEGLIO.

Come coltivare al meglio la rosaE’ tra Settembre e Novembre che si decide il futuro dei rosai, da come e quando verranno effettuati i nuovi impianti, le potature. Dalle operazioni di talea dipendono salute e bellezza di queste romantiche piante. Il più decorativo e amato fiore ornamentale. Piantumazione. Il periodo utile per l’impianto dei rosai coincide con quello dell’assenza delle foglie, a meno di utilizzare piante coltivate in vaso. Ovviamente il clima delle singole zone permetterà di determinare meglio la data iniziale e conclusiva di tale periodo.E’ dannoso piantare prima della completa caduta delle foglie poichè le foglie hanno il compito di traspirare ciò che rimane della soluzione acquosa assorbita dalle radici. Quando le radici vengono tolte dal terreno e non possono più svolgere la loro azione mentre le foglie e gli altri tessuti verdi continuano a traspirare, si verifica un dannoso squilibrio. L’impianto deve essere effettuato alla fine dell’inverno, quando la temperatura, in ascesa, favorisce lo sviluppo delle foglie e le radici, anche a causa del recente trauma da trapianto, non sono ancora in attività.

Non effettuate una preventiva deflorazione manuale in quanto la parte alta dei nuovi rami, ancora erbacea, non riuscirebbe ad affrontare il clima invernale.

Nelle zone a clima temperato-caldo, l’impianto va effettuato entro la fine di gennaio. In regioni con inverni più freddi (ex: clima di Roma), il periodo favorevole all’impianto si conclude a metà febbraio. Infine, in località caratterizzate da clima sub-continentale (ex: clima di Milano) è opportuno un impianto tardivo, entro marzo. Tale operazione è da evitare quando il terreno è gelato o presenta ristagni di pioggia. I rosai non hanno particolari esigenze: preferiscono terre tendenzialmente argillose, prosperano in terreni con reazione chimica da sub-alcalina a sub-acida. Le regole da ricordare. È opportuno che nelle aiuole destinate ad accogliere le nuove piante non siano stati coltivati altri rosai in anni immediatamente precedenti.

Per l’impianto di rosai a cespuglio la zappatura del terreno deve raggiungere i 35 cm di profondità. Per i rosai sarmentosi si devono predisporre buche da cm 60 x 60.
Chi abbia la disponibilità di stallatico ben maturo potrà contare sul duplice apporto di buon fertilizzante e di eccellente humus. Il letame dovrà essere incorporato con abbondanza e uniformemente nel corso della lavorazione del terreno. La mancanza di letame macero potrà essere surrogata, con analoga procedura, da altro mate­ riale organico (foglie secche, ritagli del tappeto erboso, torba inumidita) addizionato con uno dei concimi a lento effetto.
Anche se il vivaista ha già provveduto a uniformare la lunghezza dei rami, è consigliabile accorciare quelli non lignificati fino a raggiungere la parte legnosa e eliminare quelli esili o malformati.
In attesa dell’impianto, le radici non devono essere esposte all’aria; gioverà, invece, la loro immersione in un secchio contenente una poltiglia di terra argillosa e acqua. Eliminare le radici rotte o lesionate.
Al momento dell’impianto si aprirà una buca in grado di accogliere l’apparato radicale ben divaricato abbastanza per far affiorare in superficie, a impianto ultimato, il punto d’innesto.
La terra di riempimento va poi pressata. Ripetute innaffiature elimineranno le dannose sacche d’aria che potrebbero causare il successivo abbassamento dell’intera pianta.
Se al momento dell’impianto si prevedono ancora forti gelate, i rami vicini al terreno devono essere protetti con un rivestimento di terra. In tali condizioni climatiche sarà opportuno rimandare la successiva potatura.

Rosai a cespuglio

le rose a cespuglio sono varietà facili da far fiorireLa loro potatura, nelle località con clima temperato, è bene effettuarla quando la fioritura autunnale è in via di esaurimento. Tale accorgimento permetterà alle rose di utilizzare i periodi di clima mite e, quindi, di anticipare leggermente la fioritura primaverile. Nelle zone a clima litoraneo (ad esempio Roma) la potatura deve finire prima che la nuova vegetazione sia evidente, quindi nella prima metà di febbraio. In regioni più fredde, con un primo intervento verranno eliminate le porzioni di ramo non lignificate, i rami esili e quelli che tendono verso l’interno del cespuglio; superato il pericolo dei geli forti si provvederà all’accorciamento e al livellamento dei rami legnosi. Ogni taglio deve essere praticato pochi millimetri al disopra di una gemma tendente verso l’esterno del cespuglio. Visibili o latenti, le gemme si trovano ad ogni “nodo” del ramo.
Ricordate di:

  • Tagliare con delle apposite cesoie.
  • Non lasciare mai più di mezzo centimetro sopra la gemma.

Rosai sarmentosi (rampicanti). I rosai sarmentosi sono divisi in due categorie: quelli con rami flessibili e quelli con legno più rigido, spesso mutazione di analoghe varietà a cespuglio. I rosai sarmentosi del primo tipo, se caratterizzati da un’unica fioritura tardiva (“Excelsa”, “American Pillar”), si potano eliminando totalmente i sarmenti invecchiati o soffocati dai nuovi. E’ consigliabile l’eliminazione dei sarmenti invecchiati. Un accorciamento parziale produrrebbe una disdicevole divergente crescita della nuova vegetazione.

Talee

I vivaisti moltiplicano i rosai quasi esclusivamente mediante l’innesto. Generalmente, il dilettante non ama questa pratica sia perché la considera troppo difficile per le proprie capacità. La talea in verità non presenta particolari difficoltà, c’è solo bisogno di procurarsi un rametto della varietà prescelta. Un avvertimento: la percentuale di riuscita nelle talee è assai variabile. Si riesce abbastanza presto a stabilire quali sono i rosai con buone percentuali di attecchimento. In linea di massima, le varietà antiche si moltiplicano per talea più facilmente di quelle recenti; tra queste ultime, le varietà con fiori a mazzi forniscono percentuali più alte di quelle uniflore; tutti i rosai sarmentosi danno buoni risultati. Come procedere: La talea è una porzione di ramo lignificato giovane, recisa sotto un nodo e al disopra di una gemma. Poiché è indispensabile che la talea emetta le radici prima di produrre i germogli, bisogna utilizzare massicciamente gli strumenti nebulizzanti al fine di nutrire la pianta non radicata.