PROCESSIONARIA DEL PINO

La processionaria del Pino è diffusa nelle regioni del bacino del mar Mediterraneo. La Processionaria del Pino (nome scientifico Il bozzo della processionaria ) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Notodontidi. Attacca diverse specie di pino, con predilezione per il Pino nero e il Pino silvestre. Più raramente infesta larici e cedri. La sua presenza mette a rischio la vita delle conifere ed è considerato uno dei fattori limitanti per lo sviluppo delle piante del Mediterraneo. In genere infestano le alberature stradali e quelle ai limiti delle formazioni boscose, ma non solo.
La loro presenza è facilmente riconoscibile grazie ai nidi dove svernano le larve, posizionati sulle cime dei rami e sugli apici(detti Thaumatopoea), che sono visibili a distanza (nella foto).
I nidi compaiono alla fine dell’autunno e causano una necrosi alle foglie della pianta, causandone, se l’infestazione non viene debellata, anche la morte.
La processionaria del pino è dannosa anche per l’uomo. Al contatto i peli della processionaria entrano nella cute e causano un eritema papuloso (simile a quello causato dalle “gatte pelose” un altro componente della famiglia dei lepidotteri) che generalmente sparisce in qualche giorno. Molto pericoloso è invece il contatto con gli occhi, il naso, la bocca o peggio le vie respiratorie e digestive. In questi casi è necessario un intervento medico urgente.
Anche per questo motivo la disinfestazione dalla processionaria è diventata obbligatoria negli ultimi anni. E’ assolutamente necessario intervenire alla prima comparsa dei nidi, onde evitare una diffusione veloce e probabilmente letale per gli alberi. E’ necessario intervenire anche quando la processionaria non infesta piante nella nostra proprietà. In questo caso bisogna segnalare alle autorità comunali (ad esempio la polizia municipale) che provvederanno a eliminare il pericoloso parassita. Sottovalutare il pericolo può portare a conseguenze disastrose per l’ambiente.
La larva della processionaria è molto urticanteLa larva è lo stato giovane di questo insetto e il più pericoloso. Anche fuori dal nido è facilmente riconoscibile (nella foto): lunga 3-4 cm e si spostano generalmente in gruppo ordinato in fila (da questo il loro nome volgare derivante da “processione”).
Quando la processionaria raggiunge l’età adulta diventa totalmente innocua, trasformandosi in una farfalla notturna con ali di color giallo avorio o bianco sporco. Tale farfalla è innocua per le piante. Tuttavia, come le falene comuni, se minacciata può rilasciare un liquido irritante per l’uomo, ma non pericoloso quanto le setole delle larve. La presenza delle farfalle rappresenta però un pericolo per la stagione successiva. Saranno loro infatti a deporre le uova per la prossima generazione di larve. E’ quindi consigliabile sopprimerle quando se ne viene in contatto.

LA LOTTA ALLA PROCESSIONARIA

Come tutti i bruchi, diventerà una farfalla!Questo pericoloso parassita può essere debellato utilizzando diversi metodi. Il più efficace è l’utilizzo di pesticidi appositi spruzzati su larve e nidi tramite vaporizzatori. I pesticidi agiscono esclusivamente sulle larve. Irrorando con il veleno i nidi, il trattamento potrebbe risultare meno efficace a causa della schermatura del bozzolo. Una volta uccise le larve bisognerà comunque non toccarle e asportarle con la massima cautela in quanto le setole rimangono irritanti per l’uomo anche diversi giorni dopo la morte della larva.
Molti consigliano, per disfarsi delle larve morte, di bruciarle. Tuttavia i residui carbonizzati rimangono urticanti. Inoltre è molto pericoloso rimanere vicino al falò o posizionarsi in zona “sotto vento” ad esso, in quanto le setole possono essere trasportate dal calore e venire a contatto con occhi, bocca e vie respiratorie. Evitate quindi questo metodo. Sigillate le larve in sacchetti di plastica spessi e provvedete a smaltirle nelle discariche, segnalando agli operatori ecologici il contenuto del sacco.
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