ORTO: COME E QUANTO IRRIGARE

Non è possibile fare una buona orticoltura e un buon orto senza acqua di irrigazione. Le colture orticole sono generalmente ad apparato radicale superficiale e negli strati superiori, l’acqua scarseggia, sia a causa della percolazione, sia per effetto dell’evaporazione. Inoltre i prodotti orticoli sono ricchi di acqua e sono di migliore qualità proprio se acquosi e teneri e se crescono in fretta, vale a dire con le radici nell’umido. In condizioni di penuria idrica l’ortaggio L’impianto di irrigazione è assolutamente necessario per superfici di orto estese. Per i piccoli orti invece possono essere utilizzati vaporizzatori e innaffiatori.prodottoio risulta duro e asciutto: il fagiolino tende al filamentoso o al farinoso, il sedano al fibroso, la lattuga all’amaro. Con ciò non si vuol sostenere che nelle terre dove ci sia soltanto un certo tenore di umidità naturale non si possano coltivare con soddisfazione certi ortaggi! Si possono produrre, per esempio, pomodori rossi e concentrati, magari tanto dolci da rendere addirittura appiccicose le mani delle massaie durante la preparazione della conserva e da far loro riscuotere gli elogi dei commensali. Ma sono eccezioni.Dato allora per scontato che dell’acqua dì irrigazione non se ne può fare a meno, ecco alcuni consigli su come meglio adoperarla.

I TEMPI DI IRRIGAZIONE DELL’ORTO

Bagnate l’orto verso sera o al mattino presto, quando insomma la terra dell’orto non è calda, in modo da evitare contrasti marcati di temperatura. Bagnando verso sera, le colture rimangono fresche per tutta la notte (la qual cosa nei mesi estivi è importante) e non si hanno inconvenienti di sorta. Nei mesi in cui i freddi notturni si fanno sentire, è invece preferibile bagnare al mattino. Tenete comunque presente la temperatura della vostra acqua: con le acque fredde conviene addirittura bagnare di notte, con quelle calde è possibile irrigare anche di giorno.

Bagnate a intervalli ravvicinati nei terreni tendenti al sabbioso, più distanziati in quelli tendenti all’argilloso (al lìmite ogni 7 giorni). Infatti, nella sabbia l’acqua percola facilmente e finisce negli strati più profondi cosicché le radici delle colture rimangono ben presto al secco, le argille viceversa trattengono di più l’acqua in superficie. Indicazioni a cui non conviene dare eccessivo peso: saranno le colture a orientarvi sulla effettiva frequenza. Basterà osservarle. La regolarità di distribuzione è importante; con l’acqua a sbalzi le colture non progrediscono bene.

MODALITA’ DI IRRIGAZIONE

L'impianto di irrigazione è assolutamente necessario perl'orto. Per i piccoli orti invece possono essere utilizzati vaporizzatori e innaffiatori.

Come distribuire l’acqua nell’orto familiare? Normalmente a pioggia con apposite apparecchiature semplici e tradizionali. Semplicemente con un tubo di gomma alla cui estremità si colloca un polverizzatore (o il dito dell’operatore) e, per semenzai e piccole superfici in genere, con l’elementare, intramontabile innaffiatoio. Abbastanza frequente è inoltre la distribuzione per infiltrazione.

Laterale: Si tratta di riempire d’acqua i solchi sui cui Iati sono le piante ortive. Va da sé che i solchi devono essere in piano, sicché se la vostra superficie è in pendio i solchi vanno fatti per traverso oppure a gradini. E’ diffusa negli orti anche la sub-irrigazione o irrigazione sotterranea: l’acqua viene distribuita mediante la cosiddetta manichetta, un tubo dì plastica bucherellato. Associata alla pacciamatura è consigliabile, per certe colture, specie per la fragola. I vantaggi sono diversi: risparmio di acqua e di tempi, frutti puliti, controllo delle malerbe, che sotto la plastica nera non riescono a vivere.

QUALITA’ DELLE ACQUE

Ed ora due parole sulla qualità delle acque. Quelle di fiumi e corsi d’acqua, beninteso se non inquinate da scarichi industriali, sono generalmente adatte all’irrigazione dell’orto (quanto a temperatura sono calde). Le acque di pozzo provenienti da falde superficiali sono anch’esse di norma utilizzabili (inizialmente, per prudenza, fatele tuttavia analizzare). Quelle di pozzi profondi sono generalmente fredde e dure (cioè ricche di sali); in tal caso può essere conveniente, ammesso che lo si possa fare, lasciarle per qualche giorno in apposite vasche all’aperto. Le acque poi che contengono più dell’1% di sostanze minerali o che contengono solfuro o solfato dì ferro non sono utilizzabili per l’irrigazione. Le acque potabili molto spesso non vanno bene per il cloro che contengono e che danneggia le piante. Lo stesso vale per le acque “raddolcite” con sodio perché è un elemento che, a lungo andare, intossica le piante.