GINEPRO

Come utilizzare il ginepro per cucinare farmaci naturali e liquoriII ginepro, Juniperus communis, appartiene alla famiglia delle Cupressaceae.Molto ramificato fin dalla base, può raggiungere anche l’altezza di due metri. Le foglie, raccolte in gruppetti di tre, sono lunghe un centimetro circa, appuntite e pungenti. Fiorisce in marzo e i suoi frutti usati nella fitoterapia si raccolgono in autunno (impiegano due anni a maturare). Le bacche, grosse quanto un pisello, di colore nero-azzurro, hanno un sapore acidulo; contengono gineprina (un olio volatile che depone la canfora di ginepro), zucchero, resina, acetato di potassio e di calcio. Poiché facilitano l’eliminazione dell’acido urico, hanno dato ottimi risultati nella cura della calcolosi urinaria, dei reumatismi, della gotta, della albuminuria e di molte altre diffuse patologie. Il principio aromatico che si estrae mediante distillazione è antisettico e battericida. Per questo si hanno dei buoni effetti dei preparati galenici della pianta nelle affezioni croniche dei bronchi (nelle quali le bacche agiscono come sedativo), nelle malattie infettive delle vie urinarie e nelle cistiti croniche. Le bacche fresche, schiacciate e applicate come cataplasma, hanno avuto applicazioni nell’eczema, ulcere e piaghe. Con le bacche si prepara anche un unguento contro la scabbia.

Ecco alcune utili ricette:

Come stomachico: per debolezza di stomaco e mancanza di appetito, la cura delle bacche. Si prendono così: il primo giorno 5 bacche, masticandole bene e inghiottendole; il secondo giorno, 6; il terzo giorno 7, e così di seguito, aumentando ogni giorno fino ad arrivare a 15 bacche. Questa cura, assai semplice, è efficacissima.

Come diuretico: si fa un infuso di 15 g di bacche in acqua bollente. Prendendone 3-5 tazze al giorno, si elimina acido urico; l’urina, che si fa più abondante, emana odore di violetta.

Nelle idropisie (raccolta di liquido nel tessuto sottocutaneo): agisce molto efficacemente anche il vino di ginepro che si prepara facendo macerare per 6 giorni 60 g di bacche schiacciate in un litro di vino bianco secco; se ne prendono, dopo datura, 10 g al giorno, in due volte.

Per curare renella, calcoli, dolori da coliche, mestrui ritardati: efficace la “Teriaca dei tedeschi”. Si pestano le bacche fresche e si cuociono nell’acqua. Si spremono poi in un sacchetto e si cola il succo. Questo si mette di nuovo al fuoco in in vaso di terra finché diventa consistente come il miele, agitandolo affinché non bruci. Un cucchiaino mattina e sera.

Contro la tbc infantile: si sono osservati i benefici effetti che il succo delle bacche ha sulla tubercolosi infantile. In breve tempo si sono riusciti ad attivare gli scambi e ad accrescere le capacità di reazione e il dinamismo dell’organismo, a far ritornare l’appetito e a far aumentare di peso gli ammalati. Ancora oggi non si sa quale sia il meccanismo d’azione. Sembra comunque che l’azione battericida svolga in tal senso un compito essenziale.

Sciroppo antiartritico: estratto molle di bacche di ginepro g 10, estratto fluido di asperella g 10; sciroppo delle cinque radici g 400. Due, cinque cucchiai al giorno.

Ma il ginepro non è soltanto un rimedio a tanti mali, può essere anche un buon liquore!

Liquore di ginepro: 4 pugni di bacche di ginepro; 550 cc di alcool a 90°; 450 cc d’acqua; 200 g di zucchero. Schiacciate leggermente le bacche con il cucchiaio e mettetele a macerare per 10 giorni in acqua e alcool. Filtrate, aggiungete lo zucchero e girate per scioglierlo. Dopo una settimana il liquore sarà pronto per essere bevuto.
Birra di ginepro: una volta si preparava una specie di vino lasciando fermentare in un tino una mescolanza di bacche, acqua, zucchero.