IL GIARDINO ZEN

Il Giardino Zen Ryoan-jiIl termine “Giardino Zen” viene attribuito quasi esclusivamente al giardino secco, in giapponese Karesansui.
Questo tipo di giardino ha origine all’epoca dell’avvento del buddismo Zen, verso la fine del VI secolo. Lo stile venne poi perfezionato nei templi e nei monasteri Zen, come ausilio per la meditazione, la contemplazione e la preghiera dei monaci, fino a raggiungere l’apice verso la fine del periodo Muromachi nel XVI secolo. Questo tipo di giardino rinuncia a tutte le possibilità decorative per favorire l’attività meditativa.
Per quanto a prima vista potrebbe non sembrare così, anche in questi giardini la natura è protagonista: vengono utilizzate sabbia e rocce per simboleggiare acqua, montagne e isole estremizzando i concetti minimalisti del buddismo Zen.
Le pietre sono riunite in gruppi e disposte con grande cura. La sabbia deve essere accuratamente rastrellata per produrre disegni geometrici: attorno alle pietre che simboleggiano le isole vengono creati disegni e cerchi concentrici per simulare le onde del mare.
Le dimensioni del Giardino Zen sono contenute e preferibilmente vi deve essere un muro di cinta. Vi devono essere punti di osservazione ben studiati, e l’ accesso deve avvenire solo per rastrellare la sabbia.
Nella forma più pura di Giardino Zen le piante non vengono utilizzate: l’unico vegetale consentito è il muschio.
In alcuni karesansui si utilizzano anche elementi quali ponti, lanterne e sentieri di Tobi (pietre di camminamento).
I Giardini Zen sono quindi usati come opere d’ arte o rappresentazioni dei principi Zen.
Spesso sono affiancati ad un giardino tradizionale ricco di piante macro bonsai e di azalee.
Da qualche tempo sono molto di moda i Giardini Zen in miniatura, chiamati Bonseki. Essi sono realizzati su piccoli vassoi dove vengono disposti sabbia e pietre che riproducono le grandi pietre dei Giardini Zen. Il Bonseki dev’essere anch’esso rastrellato con le tecniche del Karesansui.