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La Camelia: guida completa.

La camelia Sasanqua: una delle poche piante che fiorisce in inverno.

Al genere camelia (nome botanico Camellia) appartengono 80 specie di arbusti ed alberelli sempreverdi tutti di origine asiatica ( Cina, Giappone, Vietnam, India e Sri-Lanka). La foglia della camelia è piuttosto piccola (4-10 cm) e presenta una forma tipicamente  ellittica e acuminata, dai margini finemente dentati. E' inoltre coriacea, e si presentano con disposizione alterna lungo i rami. La pagina superiore è verde scuro e lucida, mentre la pagina inferiore è opaca e chiara. Le camelie sono in generale piante molto longeve che, se coltivate correttamente, possono raggiungere i 6-7 m di altezza. Per poter ammirare dal vivo esemplari di tali grandezza, vi suggeriamo di visitare due celebri siti di straordinario interesse botanico; l'Isola Madre e il parco di Villa Taranto, entrambi sul Lago Maggiore . Le camelie vengono comunemente suddivise in due grandi gruppi, distinti per epoca di fioritura. Per  quanto riguarda  le camelie a fioritura primaverile ricordiamo la Camellia japonica, la C. reticulata, la C. rosiflora, la C. tsaii. Al secondo gruppo appartengono le Camelie a fioritura autunnale e invernale; la Camellia sasanqua (in generale dal profumo lieve ma intenso, che può cambiare parecchio da una varietà all'altra), la C. hiemalis, la C. vernalis, la C. sinensis (dalle cui foglie e boccioli si estrae il tè), la C. lutchuensis (dal profumo intenso, è una delle più difficili da coltivare), la C. transnokoensis, la C. vietnamensis, la C. petelotii. Alcune varietà vanno in fiore precocemente, già a settembre-ottobre. Altre come la C. sasanqua, fioriscono da novembre a marzo, altre ancora (ad esempio la C. vernalis) sviluppano la fioritura nel tardo inverno. Naturalmente,  a questo elenco vanno ad aggiungersi anche le innumerevoli varietà ibride prodotte in vivaio. I colori tipici della camelia sono il bianco, il rosa e il rosso, con tutte le sfumature intermedie.

CLIMA ED ESPOSIZIONE

Le camelie a fioritura autunnale e invernale sono piante molto rustiche; tollerano il gelo (fino ai -12° C) e il caldo (35° C). Tuttavia prediligono i climi miti e non eccessivamente secchi. La posizione ideale è la mezzombra, ma resistono abbastanza bene al sole diretto, al contrario delle loro “cugine” a fioritura primaverile, molto più sensibili al cocente sole estivo di mezzogiorno.

TERRENO e PIANTUMAZIONE

La camelia è un'acidofila, ricordiamo di utilizzare il terriccio specifico!Le camelie a fioritura invernale sono, insieme alle primaverili, piante acidofile (pH compreso tra 5 e 6), che prediligono il terreno boschivi, sciolto e pregno di sostanza organica. Pur non amando i terreni calcarei (pH ≥ 8) resistono molto meglio delle camelie primaverili a tale caratteristica sfavorevole del terreno. Consigliamo comunque di migliorare la struttura dei terreni argillosi e calcarei, con l'apporto di qualsiasi materiale drenante (argilla espansa, ghiaia, perlite, pomice) sul fondo della buca d'impianto. Il terreno originario deve essere sostituito con un terriccio specifico per acidofile, oppure mescolando torba bionda (per 2/3) con la terra che avete trovato sul posto (1/3). Dopo aver messo a dimora la camelia, si aggiunge uno strato di pacciamatura di corteccia di circa 10 cm, da rinnovare ogni 1-2 anni. La pacciamatura tramite corteccia, svolge almeno due funzioni fondamentali per le camelie. Innanzitutto mantiene costante la temperatura del terreno. Inoltre limita l' evapotraspirazione, ovvero la quantità d'acqua che si trasmette , in un certo lasso di tempo, dal terreno all'aria.  Tali caratteristiche proteggono le radici dalle improvvise escursioni terminche che si determinano spesso e volentieri nelle regioni a clima continentale, sia in inverno che in estate. In questo modo eviterete pericolosi disseccamenti della chioma, causata da geli repentini o da eccessive siccità. Inoltre la biodegradabilità della corteccia, aumenta l'acidità nel terreno. Infine, la pacciamatura limita la crescita di fastidiose e antiestetiche piante infestanti.

IRRIGAZIONE

Il terreno deve essere bagnato di frequente, soprattutto in estate. Tuttavia, evitate irrigazioni eccessive. Per ovviare a qualsiasi condizione di ristagno idrico, il drenaggio precedentemente proposto nella fase di piantumazione, è  una  pratica agronomica indispensabile

CONCIMAZIONI

Le camelie a fioritura autunnale e invernale non hanno bisogno di un'eccessiva concimazione che, anzi potrebbe arrecare loro danni. Con un terreno già ricco di macroelementi (Azoto, Fosforo, Potassio) potrebbero risultare quasi superfluo. Concimate una volta all'anno  nel periodo di ripresa vegetativa (da marzo a giugno), avendo l'accortezza di utilizzare prodotti specifici per acidofile.. I migliori sono quelli ricchi di sostanza organica (ad esempio cornunghia o guano). Questi, a differenza dei concimi chimici che si somministrano una volta sola, possono essere usati due o tre volte all'anno, in dosi blande e comunque più basse di quelle riportate in confezione.

COLTIVARE IN VASO

Il terriccio ideale è quello specifico per acidofile, possibilmente miscelato con una porzione di sabbia silicea. In alternativa potete distribuire sul fondo un substrato di torba e perlite, che andrà  a comporre 1/4 circa del terriccio totale. Aggiungete inoltre uno strato di pochi centimetri di argilla espansa, per favorire un efficace drenaggio. Vi ricordiamo che le piante in vaso possono essere poste in piena terra in qualsiasi momento dell'anno. Invece, il rinvaso deve essere eseguito prima del periodo vegetativo. Evitate comunque i mesi più freddi. I mesi la camelia e la coltivazione in vasoconsigliati sono settembre, ottobre, febbraio e marzo. La zolla deve essere aperta, per favorire lo sviluppo delle radici nel vaso. Tale pratica evita che si creino pericolosi fenomeni di spiralizzazione delle radici. Il rinvaso si compie ogni 1-2 anni, utilizzando vasi di diametro maggiore di un 1/3 rispetto al precedente. Si possono usare vasi di coccio e plastica marrone. Quelli neri possono infatti surriscaldarsi al sole, determinando il disseccamento delle radici. Come per le camelie in piena terra, si procede alla pacciamatura tramite corteccia di pino.

AGENTI PATOGENI (MALATTIE)

Le malattie delle camelie, come in tutte le piante, sono spesso letali in esemplari già sofferenti per altri agenti patogeni, oppure per cause agronomiche (cattiva esposizione, deficit o eccessi idrici, terreni non idonei per quel tipo di coltura). Dato che la clorosi (ingiallimento delle foglie) e la filloptosi (perdita delle foglie) avviene anche in autunno, prima del riposo vegetativo, o semplicemente per rinnovare l'apparato fogliare, non sempre è facile capire se questi fenomeni siano riconducibili a processi fisiologici della pianta, oppure a malattie. Se a seguito della perdita delle foglie si verifica il deperimento di alcune porzioni della pianta, allora è probabile che la vostra camelia sia stata aggredita da un agente patogeno. Di seguito le patologie che colpiscono le camelie a fioritura invernale, con i sintomi e le possibili cure.

CLOROSI

Le foglie appaiono gialle in aree più o meno vaste della loro superficie. La clorosi può essere causata da carenze di ferro e in questo caso si manifesta a livello internervale (clorosi ferrica). In questo caso somministrate soluzioni di solfato di ferro oppure chelati di ferro. La clorosi si manifesta anche a seguito di un terreno troppo calcareo. In questo caso, sostituite il terreno con terriccio specifico per acidofile. In alternativa è possibile acidificare un terreno utilizzando zolfo in polvere. La clorosi può anche essere causata dall'attacco di alcuni funghi dannosi per le camelie. Dato che la clorosi è un sintomo comune a una vasta gamma di patologie, non può essere considerato un indicatore assolutamente attendibile per risalire alla malattia che ha colpito la pianta.

USTIONI FOGLIARI

Il sole diretto, nemico delle camelie, può causare ustioni fogliari. Le foglie assumono una colorazione bruna o bronzea.

CIBORINIA CAMELLIAE

La Ciborinia camelliae (o Sclerotinia camelliae) determina, come sintomo tipico, alcune macchie brune sui fiori della camelia. Come tutti i Cibornia della camelia, malattia che colpisce i fiori.funghi, la Ciborinia prolifera in ambienti umidi e in condizioni di ristagno idrico. Si cerca, alla ripresa vegetativa di contrastare con  Procimidone, Iprodione, benzimidazolici, Triadimefon anche se, allo stato attuale nessuno dei prodotti in commercio è completamente efficace contro questo fungo. La cura migliore è la prevenzione. Se si presenta un sintomo del genere, vi consigliamo di apportare al terreno dosi massicce di materiale drenante.

ANTRACNOSI

In questo caso, si presenteranno macchie necrotiche (nere) sulle foglie e un diffuso avvizzimento dei giovani germogli. Potete avere un ulteriore conferma dell'aggressione di Antracnosi della camelia (Glomerella cingulata). E' sufficiente operare un taglio lungo il diametro dei rametti avvizziti e osservarne i tessuti interni. Se questi si presentano imbruniti, allora è molto probabile che la vostra pianta sia stata colpita da AntracnosiQuesto agente patogeno è molto diffuso tra le camelie e  colpisce soprattutto gli esemplari più giovani di 2-3 anni. Trattate nel periodo di riposo vegetativo (inverno) con prodotti a base di rame.

PHYLLOSTICTA CAMELLIAE

Foglie con macchie tonde di color bruno che diventano clorotiche (gialle) e cadono sono un segnale d'allarme abbastanza inequivocabile. In questo caso la camelia è stata colpita da Phyllosticta camelliae. Trattate con prodotti a base di rame.

VIRUS DELLA VARIEGATURA

Gli attacchi virali sono facilmente riconoscibili, perchè le foglie presentano macchie gialle a mosaico, con screziature gialle concentriche. Purtroppo la cura avviene solo in via preventiva, evitando di diffondere talee di un esemplare adulto infetto.

OZIORRINCO

L' Oziorrinco è uno degli insetti defogliatori più diffusi nei giardini, cheOziorrinco, nemico delle nostre camelie. colpisce una vasta gamma di specie vegetali. Provoca una tipica erosione a mezzaluna dei margini fogliari. Si può contrastare con trattamenti chimici, oppure con la lotta biologica. Per via chimica, le larve possono essere debellate con principi attivi come il Carbosulfan (sistemico, entra per via linfatica nella pianta) oppure con il granulare Clorpyriphos, che rimane nel terreno per 2-3 mesi. Gli adulti si trattano con  Acephate, Azinphos-methyl, Deltametrina, piretro o Cyflutri. La lotta biologica avviene tramite le larve di nematodi, ( Heterorahbditis heliothidis). Questi risultano particolarmente efficaci contro le giovani larve di oziorrinco. La lotta biologica è meno impattante dal punto di vista ambientale. Tuttavia ha una minore efficacia rispetto ai prodotti chimici.

AFIDI, COCCINIGLIE

Se notate la presenza di macchie bianche in corrispondenza dell'ascella delle foglie e sulla sua pagina inferiore, e una conseguente produzione di melata, allora la camelia è stata colpita da afidi o da cocciniglie.afidi, insetti dannosi per le camelie. Questi insetti  succhiano la linfa, colonizzando soprattutto i germogli e le foglie giovani. Esse creano inoltre l'ambiente idoneo per la propagazione di funghi responsabili delle fumaggini. Non sempre è facile riconoscere l'aggressione di un afide da quello di una cocciniglia. Usate nel periodo invernale oli minerali o di colza efficaci contro le cocciniglie. Nella stagione vegetativa si usano prodotti aficidi, quindi Arbaryl, Malathion, Imidacloprid, piretrine di origine naturale, Metomyl, Chlorpyrifos,  Fenpropathrin, Permetrin, Quinalphos, Omethoate.

 

 

 

SUOLO
MANUTENZIONE
PROBLEMI
 

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Le colture orticole sono generalmente ad apparato radicale superficiale e negli strati superiori, l'acqua scarseggia, sia a causa della percolazione, sia per effetto dell'evaporazione. Inoltre i <strong>prodotti orticoli</strong> sono ricchi di acqua e sono di migliore qualit&agrave; proprio se acquosi e teneri e se crescono in fretta, vale a dire con le radici nell'umido. In condizioni di penuria idrica l'ortaggio <img src="immagini/irrigatore.jpg" width="300" height="225" hspace="5" vspace="10" border="0" align="right">prodottoio risulta duro e asciutto: il fagiolino tende al filamentoso o al farinoso, il sedano al fibroso, la lattuga all'amaro. Con ci&ograve; non si vuol sostenere che nelle terre dove ci sia soltanto un certo tenore di umidit&agrave; naturale non si possano <strong>coltivare</strong> con soddisfazione certi <strong>ortaggi</strong>! Si possono produrre, per esempio, <strong>pomodori rossi</strong> e concentrati, magari tanto dolci da rendere addirittura appiccicose le mani delle massaie durante la preparazione della conserva e da far loro riscuotere gli elogi dei commensali. Ma sono eccezioni.Dato allora per scontato che dell'acqua d&igrave; irrigazione non se ne pu&ograve; fare a meno, ecco alcuni consigli su come meglio adoperarla.</p> <p align="justify"><strong><font size="+1">Tempi</font>. </strong>Bagnate verso sera o al mattino presto, quando insomma la terra non &egrave; calda, in modo da evitare contrasti marcati di temperatura . Bagnando verso sera, le colture rimangono fresche per tutta la notte (la qual cosa nei mesi estivi &egrave; importante) e non si hanno inconvenienti di sorta. Nei mesi in cui i freddi notturni si fanno sentire, &egrave; invece preferibile <strong>bagnare</strong> al mattino. Tenete comunque presente la temperatura della vostra acqua: con le acque fredde conviene addirittura bagnare di notte, con quelle calde &egrave; possibile irrigare anche di giorno. </p> <p align="justify">Bagnate a intervalli ravvicinati nei terreni tendenti al sabbioso, pi&ugrave; distanziati in quelli tendenti all'argilloso (al l&igrave;mite ogni 7 giorni). Infatti, nella sabbia l'acqua percola facilmente e finisce negli strati pi&ugrave; profondi cosicch&eacute; le radici delle colture rimangono ben presto al secco, le argille viceversa trattengono di pi&ugrave; l'acqua in superficie. Indicazioni a cui non conviene dare eccessivo peso: saranno le colture a orientarvi sulla effettiva frequenza. Baster&agrave; osservarle. La regolarit&agrave; di distribuzione &egrave; importante; con l'acqua a sbalzi le colture non progrediscono bene. </p> <p align="justify"><strong><font size="+1">Modalit&agrave;</font>. </strong>Come distribuire l'acqua nell'orto familiare? Normalmente a pioggia con apposite apparecchiature semplici e tradizionali. Semplicemente con un tubo di gomma alla cui estremit&agrave; si colloca un <strong>polverizzatore</strong> (o il dito dell'operatore) e, per semenzai e piccole superfici in genere, con l'elementare, intramontabile <strong>innaffiatoio</strong>. Abbastanza frequente &egrave; inoltre la distribuzione per infiltrazione laterale. Si tratta di riempire d'acqua i solchi sui cui Iati sono le piante ortive. Va da s&eacute; che i solchi devono essere in piano, sicch&eacute; se la vostra superficie &egrave; in pendio i solchi vanno fatti per traverso oppure a gradini. E' diffusa negli orti anche la sub-irrigazione o <strong>irrigazione sotterranea</strong>: l'acqua viene distribuita mediante la cosiddetta manichetta, un tubo d&igrave; plastica bucherellato. Associata alla pacciamatura &egrave; consigliabile, per certe colture, specie per la fragola. I vantaggi sono diversi: risparmio di acqua e di tempi, frutti puliti, controllo delle malerbe, che sotto la plastica nera non riescono a vivere. </p> <p align="justify"><strong><font size="+1">Qualit&agrave;</font>. </strong>Ed ora due parole sulla qualit&agrave; delle acque. Quelle di fiumi e corsi d'acqua, beninteso se non inquinate da scarichi industriali, sono generalmente adatte all'irrigazione (quanto a temperatura sono calde). Le acque di pozzo provenienti da falde superficiali sono anch'esse di norma utilizzabili (inizialmente, per prudenza, fatele tuttavia analizzare). Quelle di pozzi profondi sono generalmente fredde e dure (cio&egrave; ricche di sali); in tal caso pu&ograve; essere conveniente, ammesso che lo si possa fare, lasciarle per qualche giorno in apposite vasche all'aperto. Le acque poi che contengono pi&ugrave; dell'1% di sostanze minerali o che contengono solfuro o solfato d&igrave; ferro non sono utilizzabili per l'irrigazione. Le acque potabili molto spesso non vanno bene per il <strong>cloro</strong> che contengono e che danneggia le piante. Lo stesso vale per le acque &quot;raddolcite&quot; con sodio perch&eacute; &egrave; un elemento che, a lungo andare, intossica le piante. </p> <br> <p align="center">&nbsp;</p> <p align="left">&nbsp; </p> <p align="center">&nbsp;</p> </blockquote> </TD> <TD height="100%"> <IMG SRC="immagini/giardinaggio_21.jpg" WIDTH=18 HEIGHT=10></TD> <TD COLSPAN=5> <IMG SRC="immagini/giardinaggio_22.jpg" WIDTH=224 HEIGHT=10></TD> </TR> <TR> <TD height="100%"> <IMG SRC="immagini/giardinaggio_23.jpg" WIDTH=18 HEIGHT=100%></TD> <TD COLSPAN=5> <p align="center"><font color="#669966" size="2"><strong>SUOLO</strong></font></p> <p align="center"><font size="1"><a href="compostaggio.htm">COMPOSTAGGIO DOMESTICO</a></font></p> <p align="center"><font size="1"><a href="terriccio.htm">TERRICCIO FAI DA TE</a></font></p> <p align="center">&nbsp;</p> <p align="center"><font color="#669966" size="2"><strong>MANUTENZIONE</strong></font></p> <p align="center"><font size="1"><a href="prato.htm">PIANTARE UN NUOVO PRATO</a></font></p> <p align="center"><font size="1"><a href="potatura.htm">POTATURA DEGLI ALBERI DA FRUTTA</a></font></p> <p align="center"><font size="1"><a href="orto.htm">IRRIGARE L'ORTO : COME E QUANTO</a></font></p> <p align="center">&nbsp;</p> <p align="center"><font color="#669966" size="2"><strong>PROBLEMI</strong></font></p> <p align="center"><font size="1"><a href="insetti.htm">INSETTI DANNOSI AL GIARDINO</a></font></p> <p align="center">&nbsp;</p> <p align="center"><font color="#669966" size="2"><strong>PIANTE</strong></font></p> <p align="center"><font size="1"><a href="glicine.htm">IL GLICINE : FORME E MANUTENZIONE</a></font></p> </TD> </TR> <TR> <TD height="100%"> <IMG SRC="immagini/verde.jpg" WIDTH=18 HEIGHT=1190></TD> <TD height="100%" COLSPAN=5> <IMG SRC="immagini/giardinaggio_26.jpg" WIDTH=224 HEIGHT=1190></TD> </TR> <TR> <TD COLSPAN=6> <IMG SRC="immagini/irrigare.jpg" WIDTH=536 HEIGHT=14></TD> <TD COLSPAN=5> <IMG SRC="immagini/giardinaggio_28.jpg" WIDTH=224 HEIGHT=14></TD> </TR> <TR> <TD COLSPAN=11> <IMG SRC="immagini/giardinaggio_29.jpg" WIDTH=760 HEIGHT=32 border="0" usemap="#Map"></TD> </TR> </TABLE> <map name="Map"> <area shape="rect" coords="518,4,635,27" href="links.htm"> <area shape="rect" coords="636,5,753,28" href="mappasito.htm"> <area shape="rect" coords="43,3,204,27" href="http://www.webcargo.it"> </map> <p></p> </BODY>